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Sessione esami Lucca 2016

Sessione d’esame da 1 kyu a 2 dan a Lucca domenica scorsa; i nostri ragazzi hanno partecipato al seminario della mattina tenuto da Bernardo Cipollaro e poi alle prove d’esame. Lo stage è stato tenuto in maniera ottimale, buon lavoro sui fondamentali, sul kirikaeshi e sui kata, tutto questo senza dare assolutamente peso ai dettagli tecnici ma cercando invece di lavorare in relazione con il compagno. Quindi importanza al ritmo, allo sguardo, alla concentrazione, al “filo” invisibile che ci deve legare uno all’altro. Davvero un bel lavoro.

La sessione d’esame è stata ottima nel complesso: promossi tutti i 1 kyu, qualche bocciatura nei 1 dan e promossi anche la maggior parte dei 2 dan. Si è notato un incremento di livello nel kirikaeshi dei primi kyu, indice di lavoro nei dojo.

Riguardo ai nostri ragazzi, Matteo è stato il primo ad esordire, ha dato il “via” alla sessione di esami con un kirikaeshi da manuale. Taro e Matteo quindi 1 kyu, i nostri giovanissimi!

Ambra e Gabriele 1 dan, adesso devono lavorare bene per confermare questo loro importante passo. Tanti complimenti anche a Nicolas e Alberto, 2 dan! Bravi!! Nuovi impegni, responsabilità ma anche tanto divertimento ci aspettano… complimenti a tutti!!

esami Lucca 2016


Seminario Culturale a Castenaso

Murata sensei, 24/01/2016 @Castenaso

Murata sensei, 24/01/2016 @Castenaso

La scorsa domenica abbiamo partecipato al Seminario culturale tenuto da Murata sensei, a Castenaso (Bologna). L’evento era dedicato ai mudan e principianti, ma gli argomenti trattati erano in realtà di livello altissimo (movimento dei piedi e delle mani, in pratica “il kendo”!!). La giornata è scorsa benissimo, teoria e pratica in buon equilibrio, i partecipanti che seguivano bene e si impegnavano per mettere in pratica gli insegnamenti. A metà mattinata si è visto un netto progresso. Ovviamente non basta una giornata per migliorare, ma gli input sono stati recepiti, adesso bisogna lavorare nel proprio dojo. Un grazie immenso a Murata sensei e spero che simili seminari vengano ripetuti più volte nell’anno. Una nota davvero piacevole è stata la folta presenza di bambini e giovani, ottimo segno per un centro Italia che guarda al futuro! Lascio spazio ai commenti dei ragazzi che hanno partecipato.

 

Mi è piaciuto molto questo seminario, soprattutto perché, diversamente da altri eventi, abbiamo praticato molta base, che ci è sempre utile ripassare. Mi è piaciuto il modo di descrivere, dettagliare e insegnare di Murata sensei, di come per un singolo passo abbiamo faticato prima di farlo bene. Spero che vengano fatti altri seminari di questo genere, che servono forse di più di altri seminari incentrati solo sulle tecniche.

 Taro Brivio, 2 kyu

 

Ho trovato il seminario molto ricco di spunti, contenuti ed insegnamenti. E’ stato affrontato principalmente il corretto okuriashi partendo dal capirne l’utilità interiore ed esteriore di essere sempre centrati e pronti al passo-movimento successivo. Infatti il piede sinistro ha il compito di spingere e rientrare subito in posizione mantenendo libero dal peso il piede destro che così non frena ne inibisce la libertà di movimento. Il pomeriggio abbiamo affrontato il corretto uso dei polsi e delle mani per un corretto tenouchi che prevede di stringere la tsuka all’interno della mano con un rapido movimento un istante dopo il colpo per poi subito rilassare nuovamente i muscoli. Trovo particolarmente importante il fatto di rimanere a lungo focalizzati su alcuni aspetti della base teorica e pratica del kendo. Questo permette entrare molto in profondità nella pratica, interiorizzando le fondamenta di un’arte che da lì si sviluppa e cresce con grandi potenzialità. Grazie a tutti.

 Nicolas Arduini, 1 dan

 

Pochi sono i seminari di cui posso dire di avere dei ricordi più vividi, o che abbia fatto in qualche modo più “miei”. Quello tenutosi a Bologna da Murata sensei è sicuramente uno di questi, per pochi, semplici ma importanti fattori. Sono stati introdotti i quattro fattori fondamentali del kendo: GAN (gli occhi, e soprattutto l'”occhio del cuore”), SOKU (il movimento dei piedi), TAN (letteralmente “visceri”, inteso come coraggio), e RIKI (la forza, che risiede nella tecnica). Altra cosa che ha contribuito a rendere singolare questo seminario è che la maggior parte si è svolta in tare e do, studiando e sviscerando quelli che sono aspetti fondamentali del kendo, ovvero l’okuriashi e il tenouchi (praticamente argomenti di studio di tutta una vita). Non si è tenuto il “solito” keiko finale, che secondo me ha giovato per non rovinare la postura e gli insegnamenti appresi durante la giornata. In aggiunta, Murata sensei parla un italiano impeccabile, cosa che ha contribuito a rendere i suoi insegnamenti più diretti e il seminario più fluido. Esperienza assolutamente da ripetere!

 Gianni Iacopini, 2 dan

 

 Il seminario tenuto dal maestro Murata a Bologna è stato senza dubbio un seminario diverso dal solito, un’occasione d’oro per migliorare e lavorare su se stessi e sui propri difetti, senza tralasciare nulla e curando ogni singolo dettaglio. Spesso infatti non viene data importanza alle spiegazioni tecniche per concentrarsi sul combattimento, però queste sono ugualmente importanti, come ha dimostrato questo seminario, incentrato soprattutto sul movimento dei piedi e il tenouchi, concetti alla base del kendo ma che spesso diamo per scontati perché sembrano “banali” come ha detto Murata sensei. Invece, dopo aver lavorato tutto il giorno sui movimenti base, ci si accorge di quanto sia difficile e faticoso riuscire a farli bene. Una fatica che però viene ripagata dalla soddisfazione a fine seminario di aver imparato molto, unita al desiderio di mettere in pratica gli insegnamenti in futuro. A rendere tutto ancora più bello è il fatto di aver svolto questo percorso iniseme a tante persone volenterose di imparare e trasmettere quello che sanno agli altri. Infatti al seminario hanno partecipato moltissime persone fra cui anche tanti giovani. Spero che vengano fatti altri eventi simili e che ci sia grande partecipazione, perché secondo me aiutano molto a crescere nel kendo.
 Ambra Volpini, 1 kyu

Keiko Hajime 2016

Quale migliore auspicio (per un kendoka) per il nuovo anno di un keiko tra amici? E quali migliori prospettive si possono prefigurare per il kendo italiano se non vedere una così alta partecipazione di bambini e giovanissimi? Questo è quello che è avvenuto la scorsa domenica 3 gennaio presso un palazzetto di Colle Val d’Elsa durante l’ormai consolidato appuntamento annuale dell’Ittoryukai Valdelsa: decine di kendoka accorsi da dojo vicini e meno vicini per ritrovarsi, divertirsi e salutare il nuovo anno con sessioni di uchikomi, kirikaeshi e jigeiko…. senza dimenticare la buona tavola!

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile questo, tra cui i genitori dei molti giovanissimi presenti alla sessione di allenamento.

Buon Anno!

Keiko Hajime 2016


BUTOKUMUKYO 2015

Quest’anno torna a dirigere per intero il seminario BUTOKUMUKYO a Bedollo (TN) il Maestro 8 dan TANI KATSUHIKO, e di sicuro, nonostante l’ottimo lavoro svolto da altri insegnanti negli anni passati, l’impronta di Tani sensei si fa notare. Il maestro era accompagnato quest’anno da uno staff composto dal Maestro Koyama 8 dan, e dal maestro Watanabe 7 dan. Entrambi molto forti e veramente disponibili ad insegnare e trasmetterci tanto riguardo al kendo e non solo.

Un seminario di cinque giorni bellissimo, semplice ma impegnativo, volto alla ricerca dell’ippon magistrale, senza inutili fronzoli tecnici ne’ tattiche psicologiche complesse. La vera unione con l’altro.

landscape (photo credits: Cornelius Praxmarer)

Mentre gli altri anni il numero dei praticanti variava da 50 a 90, con conseguenti limiti (spazio, keiko con i maestri, file lunghissime etc…) quest’anno ci sono stati circa 60 praticanti ogni giorno, e ciò ha permesso una miglior gestione dello spazio e della pratica.

La sessione del mattino prevedeva un’oretta di kihon, base del kirikaeshi, tecniche di men, kote, kote-men. Il tutto svolto inizialmente con movimenti ampi, per poi diminuire progressivamente fino ad arrivare al caricamento piccolo, in pratica quello che dovrebbe essere un colpo piccolo passando “normale”. Un lavoro da grande a piccolo svolto davvero bene, con estrema chiarezza, potenza e bellezza.

Seguiva un’oretta di jigeiko, svolto come sempre a Bedollo nel seguente modo: circa 30 minuti con i motodachi (quest’anno da 6 dan in poi) e poi a seguire 20 minuti divisi in due gruppi, uno di soli motodachi (6, 7, 8 dan) e l’altro formato da tutti gli altri. Questo ha permesso di fare tantissima pratica con persone dello stesso grado, di grado superiore e con i maestri giapponesi; tutti hanno fatto tanto keiko con tutti, con grande soddisfazione!!

mitori-geiko (photo credits: Cornelius Praxmarer)

Nel pomeriggio il programma è variato: pur mantenendo 50 minuti di jigeiko finali anche nella sessione del pomeriggio, il primo giorno è stato dedicato ai kendo kata, divisi in tre gruppi (base, medio e alto livello) ognuno dei quali seguito da un maestro. Ottimo il lavoro svolto ed i consigli ricevuti, i maestri si sono complimentati con noi per l’impegno e la tecnica dimostrata nei kata, e consigliano di continuare a praticarli spesso.

Nel pomeriggio del secondo giorno invece ha preso la gestione il Maestro Koyama, presentandoci la disciplina dello Iaido, con attenzioni ai punti di collegamento con il kendo. Abbiamo fatto pratica del primo kata di Iaido (chiamato “mae”), considerata giustamente la base della base, il kata per eccellenza della disciplina. Il Maestro ha fatto notare che dopo un po’ di pratica a molti dei praticanti è riuscito anche bene!!

Iaido lesson (photo credits: Danilo Tofanelli)

L’ultimo giorno invece si è tenuta un’interessante spiegazione riguardo l’arbitraggio; sono stati trattati vari argomenti, ma il punto principale erano le problematiche riguardanti la valutazione dell’ippon.

Il maestro Tani ha spiegato che come arbitri dobbiamo essere più unificati (nel mondo) nella visione dell’ippon, superando quelle che sono le differenze di livello, di nazione, culturali, tecniche. È vero che bisogna essere in grado di assegnare un ippon differenziando fra shiai di bambini, di livello basso, medio o campionati del mondo, ma senza trascurare il fatto che alla base di tutto c’è la ricerca dell’unione con l’altro, altrimenti non c’è ippon.

ippon (photo credits: Cornelius Praxmarer)

Sono seguiti degli shiai dimostrativi, con arbitri dal 5 dan in avanti; prima i 1 kyu/1 dan, poi dei 3 dan e infine due 4 dan. Nonostante i partecipanti abbiano dato il meglio, il maestro Tani ha detto che dobbiamo essere in grado di migliorare la nostra prestazione in shiai, superando la paura della sconfitta e la voglia di colpire. È ovvio e naturale che in shiai si voglia vincere e si abbia paura di perdere, ma tenendo come base questa realtà dei fatti dobbiamo essere in grado di ergerci al di sopra di ciò, volti verso l’ideale del kendo. Questo è stato il succo di tutto il seminario, e uno spunto davvero di alto livello per tutti noi.

shiai (photo credits: Cornelius Praxmarer)

La cena del sabato sera ha visto grande gioia, risate, buon cibo, fiumi di birra e vino, una grande esibizione canora internazionale, discussioni sul kendo, qualche lacrima di commozione. Tutto di ottima qualità in compagnia di tanti amici di tutto il mondo!!

Un gran seminario con un Tani sensei sempre in gran forma (nonostante l’infortunio subito un anno fa al tendine di Achille) e volto ad un kendo sempre più maturo e profondo.

Un ringraziamento enorme a tutti i maestri, ai partecipanti e a tutto lo staff che ha organizzato e gestito questo splendido evento!!

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Ittoryukai Valdelsa

 

(photo credits: Cornelius Praxmarer, Danilo Tofanelli, Gianni Iacopini)


Una piacevole e istruttiva mattinata

Il 9 agosto siamo stati invitati dall’amico Maurizio Lipparelli per un allenamento a Lucca; insolito alle soglie di Ferragosto….ma a dirigere la lezione c’era il Maestro Azeglio Babbini accompagnato da Salvatore Bellisai, e quindi non mi sono lasciato scappare l’occasione!!

Infatti ho avuto modo di apprezzare entrambi gli insegnanti molti anni fa quando mi allenavo a Milano, e Azeglio in particolare mi ha sempre colpito moltissimo per la forza del suo seme; la lezione infatti si è svolta proprio riguardo al seme, e al suo uso durante la pratica. Consigli tecnici ma soprattutto tanto keiko con entrambi gli insegnanti e con gli amici di Lucca e di Perugia!! È bellissimo notare che anche dopo tanti anni il maestro Babbini, nonostante qualche acciacco fisico alla spalla, non ceda ancora di un millimetro!! Quando sta in guardia trasmette veramente un forte senso di minaccia che mette sotto pressione. Grazie per i preziosi consigli, è sempre un piacere fare keiko con simili insegnanti!!

Grazie agli amici di Lucca della piacevole mattinata…seguito ovviamente da un bel bagno al mare di Viareggio!!!

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KEIKO…..HAJIME!!!

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Ossia “Inizio allenamento”, questo il titolo per l’allenamento svolto ieri, 4 Gennaio 2014, presso la palestra Equinox a Poggibonsi.
Ben 10 i dojo presenti, 54 praticanti, numeri davvero grandi per un allenamento nato inizialmente come “riunione dei dojo toscani” e diventato adesso un vero e proprio “Keiko di inizio anno” con partecipanti da tutto il centro Italia; Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Lazio.
La mattinata è trascorsa piacevolmente, i motodachi hanno svolto il loro ruolo in maniera ottimale e tutti i partecipanti hanno avuto modo di lavorare bene; i ritmi erano serrati durante la pratica, con pause lunghe fra una sessione e un’altra in modo da potersi riposare a sufficienza. 
Speriamo vivamente che questo tipo di scambi continuino nel tempo, poiché oltre all’aspetto tecnico che i vari istruttori possono trasmettere durante il keiko è indiscutibile l’aspetto di socializzazione che si viene a creare, base a mio parere di un kendo solido, vero, basato su amicizia e rispetto.
Grazie infinite a tutti i partecipanti, vi auguriamo un BUON 2014 in chudan!!