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V Seminario nel Chianti: Thank You!

Finito da un giorno lo splendido seminario con i maestri Ishiyama Mutsunori e Yoneyama Toyohiro, che ci hanno regalato due intensi giorni di pratica e di calda relazione umana.
Quest’anno all’arrivo dei maestri siamo stati ospiti del dojo Seichudo, dall’amico Livio Lancini; era la prima volta che i maestri andavano a Brescia e sono state due bellissime giornate fra il lago di Garda e il keiko serale al Seichudo, dove sono arrivati molti praticanti anche dalle vicine città. Un grazie davvero di cuore alla famiglia Lancini e a tutto il dojo!!
Poi siamo scesi in Toscana, e i maestri si sono dedicati specialmente all’insegnamento dei bambini dell’Ittoryukai Valdelsa e Firenze; davvero emozionante vedere la tipologia di allenamento con piccoli, dalla prima base fino al kakarigeiko per i più bravi. Ovviamente tutti contenti, bambini maestri e genitori!
E veniamo al seminario del 25 e 26 Aprile.
Quest’anno ci sono stati un paio di cambiamenti; il numero era sempre più o meno come lo scorso anno (circa 45 praticanti) ma c’erano molti più praticanti di grado alto; questo ha fatto innalzare il livello dell’intero stage, e infatti questa cosa è stata notata dai maestri. Il secondo cambiamento è stato l’insegnamento dei Keishicho Dai Ni Kihon e Dai San Kihon, ossia la seconda e la terza base della Polizia di Tokyo. Queste basi, a differenza della prima, sono raramente visibili, specie fuori dal Giappone. Sono insegnate solo all’interno della Polizia di Tokyo e hanno fornito il materiale per formare i Bokuto ni yoru Kihon Keiko hou, ossia i kata di base con il bokuto adottati dalla ZNKR.
È stato davvero istruttivo studiare questi Kihon, completi ma anche complessi man mano che il livello delle tecniche saliva.
Grande spazio anche ai jigeiko, al kakarigeiko e kirikaeshi, all’uchikomi in tutte le forme: tecniche di risposta a men e a kote. E ovviamente un grande uso del bokuto, sia nei kendo kata che  nella base, nel suburi, nell’Ittoryu.
Chiude il seminario una stupenda dimostrazione dei 50 kata di base di Ittoryu e poi delle forme più complesse usando lo iaito, dimostrando così il corretto modo di usare la katana. Davvero impressionante!!!
Ringraziamo i maestri per lo splendido stage, per la loro energia e generosità nell’insegnamento. Ringraziamo tutti i partecipanti che hanno reso possibile quest’evento e speriamo di vedervi tutti il prossimo anno!!!!
GRAZIE
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7° Trofeo dell’Adriatico

Lo scorso weekend abbiamo partecipato come ogni anno al Trofeo dell’Adriatico, giunto alla sua settima edizione.
Quest’anno a tenere il seminario pre e post competizione gli amici del dojo Ikendenshin avevano invitato Kato Shozo sensei, kyoshi 8 dan dagli U.S.A.!! Apro una piccola parentesi: ho conosciuto personalmente Kato sensei a Tokyo, diversi anni fa, poiché il suo Maestro è un famosissimo hanshi del Keishicho, ossia la Polizia di Tokyo. Veniva ad allenarsi circa tre volte l’anno, e per diversi anni ci siamo incontrati nel dojo, e abbiamo sudato insieme non poco!! È sempre stato gentilissimo e disponibile con me, e sono stato davvero felice quest’anno di poter partecipare ad un suo stage.
Il sabato mattina quindi Kato sensei ha tenuto il suo seminario, basandolo soprattutto su reigi, sulla corretta attitudine mentre si fa kendo (qualsiasi sia la pratica, kata, keiko, shiai) e insistendo sul check continuo di 5 punti fondamentali che il praticante non deve mai trascurare nel suo kamae.

1) Lo sguardo; deve essere centrale, senza abbassarsi o alzarsi, fissare con entrambi gli occhi l’occhio sinistro dell’avversario, in modo che due occhi ne guardino uno soltanto.
2) Le punte di entrambi i piedi devono essere ben indirizzate verso l’avversario, in avanti, sempre.
3) L’ombelico: se assumiamo una postura troppo inarcata indietro l’ombelico guarderà in alto, e invece guarderà in basso se non mettiamo sufficiente koshi nel nostro kamae. L’ombelico deve essere anch’esso indirizzato esattamente di fronte al nostro avversario.
4) La spada ovviamente deve essere puntato di fronte al nostro avversario; si cerca di puntare al cosiddetto miken (punto alla radice del naso, in mezzo agli occhi) ma se abbiamo uno shinai la larghezza del sakigawa impedirà di stare al centro e quindi entrambi i kensen puntano all’occhio sinistro.
5) Il Cuore; questo il punto fondamentale, il nostro cuore deve essere aperto verso l’altro e pieno di rispetto. Quando facciamo keiko con qualcuno, chiunque sia, il nostro cuore dovrebbe dire più o meno queste parole: “oggi ce la metterò tutta per fare del mio meglio, per favore facciamolo insieme!!”

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Bisognerebbe fare un check di questi 5 punti SEMPRE, dopo ogni azione.
Il seminario è poi proseguito con suburi, la pratica di men uchi e di kirikaeshi, per passare poi ad una mezz’oretta di jigeiko.
Come lo scorso anno c’è stata un’esibizione di taiko, ma quest’anno Mugen Yahiro era accompagnato anche da altri due suonatori, uno spettacolo davvero impressionante, tutto potenza e scioltezza, uniti da una poderosa energia!!

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Nel pomeriggio si è tenuto il Trofeo dell’Adriatico, con shiai individuali e a squadre da tre; particolarmente numerosi i partecipanti, provenienti davvero da tutta Italia!

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I ragazzi del dojo Ikendenshin come al solito hanno organizzato egregiamente e con passione un evento che questa volta è stato un po’ congestionato dall’alto numero dei partecipanti (che andavano dai mukyu al godan) confermando  l’importanza che sta assumendo questo evento nell’ambito del kendo italiano.
Grazie ragazzi!!